Vivisezione della ricerca: scandaloso servizio del tg1

topino

Alla redazione del tg1,
in copia per conoscenza alle redazioni di altri organi di informazione

Non posso evitare di far presente che il servizio del tg1 di ieri sera 19 settembre 2013 sulla manifestazione in difesa della ricerca era semplicemente scandaloso. 30 secondi in cui è stato completamente stravolto il senso della manifestazione.

Innanzi tutto si è abusato della parola “vivisezione”, che è una pratica che non si fa più da decenni. È deprimente notare come dei giornalisti, che in teoria dovrebbero conoscere bene le parole, non conoscano la spaventosamente enorme differenza tra i termini “vivisezione” e “sperimentazione”. Basterebbe cercare su un qualunque dizionario.

Ma, cosa non meno grave, è stato appiattito e distorto completamente ciò che si cercava di far presente nella manifestazione. La manifestazione, infatti, non era “contro la chiusura degli allevamenti di animali destinati alla vivisezione”: piuttosto, era volta a mettere in luce i seguenti grossi problemi degli emendamenti illegalmente fatti alla direttiva europea 2010/63/EU:

  1. Il divieto agli xenotrapianti causerà la morte di migliaia di persone bisognose di un trapianto d’organi e ostacolerà sensibilmente la ricerca contro i tumori.
  2. Il divieto di allevamento di cavie su territorio italiano aumenterà i costi della ricerca, visto che gli animali dovranno essere importati dall’estero, dove non si sa in che condizioni saranno allevati, e il viaggio sarà fonte di inutile stress per gli animali.
  3. L’obbligo di anestesia per qualunque cosa, inclusa un’iniezione o un prelievo di sangue, è ridicolmente stupido; anche se le complicazioni derivanti da un’anestesia sono rare, non sono rarissime, ad esempio nei cani hanno un’incidenza di circa il 2%: questo significa che dopo solo dieci prelievi/iniezioni, quasi 2 cani su 10 avranno avuto complicazioni dovute ad anestesia. Sarebbe preferibile per tutti, soprattutto per i cani e in generale per tutti gli animali sottoposti a sperimentazione, tollerare il lieve pizzicore di una puntura piuttosto che rischiare gravi complicazioni potenzialmente in grado di causare sordità o addirittura portare alla morte.
  4. Il divieto d’uso di animali a scopo didattico porterà all’inadeguatezza di biologi, zootecnici, agrari e naturalisti, i quali si troverebbero ad aver a che fare con animali per la prima volta solo dopo aver completato gli studi. Questo andrà a svantaggio anche degli animali, che saranno gestiti da persone impreparate a gestirli.
  5. Questi emendamenti alla direttiva europea, come accennato sopra, rappresentano un’infrazione e pertanto l’Italia dovrà pagare salate multe.
In definitiva, questi emendamenti porteranno enormi svantaggi alla ricerca e all’economia italiana e nessun miglioramento al benessere degli animali, i quali anzi vedranno a loro volta peggioramenti del loro benessere. Quello che i manifestanti chiedevano era semplicemente che la direttiva europea, già frutto di un lungo e dettagliato compromesso tra ricercatori e animalisti, fosse recepita senza modifiche.
Non posso quindi che rimanere profondamente deluso dal fatto che Annapaola Ricci, inviata del tg1, non sia stata nemmeno capace di (o, devo presumere dai pregiudizi con cui si è presentata alla presidente di Pro-Test, non abbia in malafede voluto) leggere il volantino che veniva distribuito, in cui si spiegavano brevemente e chiaramente i 5 problemi che ho citato.

Consapevole che questo mio messaggio resterà con ogni probabilità ignorato dalla redazione del tg1, lo mando in copia anche a vari altri organi di informazione, nella speranza che almeno qualcuno esponga chiaramente e senza deformazioni le istanze della manifestazione di ieri e denunci la scarsa professionalità mostrata dal tg1 nel servizio di ieri sera.

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