NO-TAP

My two cents sulla questione NO-TAP. Che alla fine si è trasformato in uno sfogo.

Ulivo

Da pugliese, dico che si sta facendo tanto rumore per nulla, quando il vero problema è altrove.

Sono stati espiantati un paio di centinaia di alberi, che verranno ripiantati al termine dei lavori: gli stessi alberi, non alberi di rimpiazzo. L’espianto è una cosa del tutto temporanea, quindi, e gli alberi non moriranno nel processo.

Oltretutto gli alberi sono già stati espiantati, quindi le proteste “per salvare gli alberi” li stanno invece mettendo a rischio: questi alberi saranno ripiantati solo al termine dei lavori, proprio quei lavori che questi geni stanno ritardando. Sono alberi, hanno dei cazzo di cicli stagionali, e se sono stati espiantati in un certo periodo dell’anno è perché si è calcolato che al termine dei lavori sarebbero stati ripiantati nel periodo giusto per non risentirne. Questi difensori degli alberi della domenica li stanno solo mettendo in pericolo.

Per evitare che vengano fatti quali lavori, poi?

Si tratta di installare un tubo di meno di un metro di diametro, che passerà a dieci metri di profondità, trasportante gas metano, quindi niente di tossico. Il metano è quello che si brucia nei fornelli delle cucine e viene anche prodotto naturalmente nel nostro corpo: contrariamente al credere comune, non è affatto tossico.
Quel che è tossico, spiegava sempre mio padre nei corsi di formazione quando lavorava nella distribuzione gas, è il monossido di carbonio, che si potrebbe produrre nelle caldaia durante la combustione del metano: e si produrrebbe solo in particolari circostante, ossia in carenza di ossigeno; infatti se il metano viene bruciato in condizioni normali, ossia con un adeguato apporto di ossigeno, i soli prodotti di combustione sono biossido di carbonio e vapor acqueo, che non sono tossici. Questo è il motivo per cui è importante fare periodicamente i controlli alle caldaie. Chiusa parentesi. Ma tanto sottoterra mica ci devono andare le caldaie: ci deve passare solo un cazzo di tubo, in cui non verrà bruciato un beneamato… tubo.

E benché una parte (ho detto una parte, non tutto!) del metano che arriverà da quel tubo, almeno per i primi tempi, sarà probabilmente ancora di provenienza russa, si tratterebbe comunque di una via d’accesso alternativa posta più a sud a cui, nel lungo termine, potrebbero allacciarsi nuovi fornitori, diversificando quindi le nostre fonti e parandoci il culo nel caso in cui la Russia decidesse di chiuderci i rubinetti (cosa molto probabile, a un certo punto, visto come si stanno mettendo le cose).

Quindi, ricapitolando: per difendere duecento alberi da un pericolo che non avrebbero corso, si sta impedendo la costruzione di un impianto di importanza strategica nazionale, se non continentale, mettendo pure a rischio gli alberi che si volevano “difendere” in primo luogo. Se non fosse vero, penserei a una barzelletta.


E fin qui, ci si potrebbe anche fare una risata, se non altro isterica.

Poi però ricordi che, quando gli scienziati hanno detto di abbattere alcuni alberi per evitare che la Xylella ne distruggesse milioni, ecco che i magistrati complottisti di ‘stocazzo hanno aperto la caccia agli untori accusando gli scienziati di aver introdotto loro la Xylella (quando il ceppo studiato nei laboratori è palesemente diverso da quello dell’epidemia: dopo un anno l’hanno dovuto ammettere persino i magistrati).
Nel frattempo però è passato un anno e la malattia si è diffusa: come previsto, ci sono milioni di alberi infettati. E non è che adesso si stia facendo qualcosa, eh: ormai gli alberi infetti sono troppi e costerebbe troppo prendere provvedimenti.
genius-meme

Ma il primo posto nella classifica dell’idiozia va agli agricoltori salentini, che per primi hanno dato addosso agli scienziati, gridando al lupo con la stampa e la magistratura: per non accettare che venissero abbattuti alcuni alberi malati, ora se li ritrovano tutti condannati a morte da una malattia non più eradicabile.
Come spararsi nei coglioni ai tempi del complottismo: solo che così hanno condannato a morte anche gli agricoltori del barese, che non c’entravano nulla.


Quindi, qual’è la morale che si può trarre da questa storia? Vaffanculo ai salentini, vaffanculo ai giornalisti, vaffanculo ai magistrati, vaffanculo ai manifestanti e vaffanculo ai politici: quando gli scienziati, gli unici che possano risolvere la situazione perché sono gli unici che sanno di cosa cazzo stanno parlando, vengono ripetutamente presi a pesci in faccia, ecco che il mondo va a rotoli.

Non è bello dire “ve l’avevo detto”, ma…

v’era stracazzo stato detto.

Ora piangete. Io ho già pianto, sapendo che tra un paio d’anni mi toccherà comprare l’olio toscano: perché l’olio di Bitonto, che ho sempre consumato dacché sono nato, presto non esisterà più per colpa di voi imbecilli.